La provincia di Sassari è scossa dal drammatico racconto di una 23enne, finalmente libera dopo mesi di segregazione e violenze in un appartamento cittadino. Quella che sembrava una storia d’amore si è rivelata un incubo di umiliazioni e abusi, culminato nella sua prigionia. Ora, l’uomo responsabile è detenuto nel carcere di Bancali, mentre lei intraprende un difficile percorso di recupero per ritrovare se stessa e i suoi due bambini.
L’isolamento forzato, il telefono distrutto, il cibo negato e le minacce costanti hanno scandito gli ultimi mesi di terrore. La giovane era imbottita di farmaci, in uno stato di confusione e stordimento. Fondamentale l’intervento della madre, che, non avendo più notizie per giorni, ha allertato i Carabinieri, portando alla liberazione della figlia e al ricovero all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari.
Le accuse contro l’ex compagno sono gravi: sequestro di persona, tortura, lesioni, maltrattamenti. Assistita dall’avvocato Pietro Fresu, la vittima si costituirà parte civile, mostrando una forza d’animo incredibile. «Non è definita dalla violenza, ma dal coraggio di denunciare», afferma il legale. La sua determinazione è chiara: vuole riprendersi la vita, i suoi figli e il futuro che le è stato rubato.
Fonte: Lanuovasardegna



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