La denuncia di Francesca Arcadu riaccende il dibattito sull’accessibilità a Sassari. La vice presidente dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare è stata costretta a firmare documenti burocratici delicati sul marciapiede, sotto il sole, anziché all’interno degli uffici giudiziari di Palazzo Righi, in viale Umberto I. Un’esperienza umiliante che sottolinea le persistenti barriere architettoniche in città, negando diritti fondamentali di mobilità e dignità.
L’episodio si è verificato mentre Arcadu e suo padre cercavano di accedere agli uffici per una pratica successiva alla scomparsa della madre. All’ingresso, la spiacevole sorpresa: un gradino invalicabile e l’assenza totale di uno scivolo che consentisse l’accesso con la sedia a rotelle. Nonostante la gentilezza del personale, l’unica soluzione è stata allestire un “ufficio” improvvisato sul marciapiede, negando la necessaria privacy in un momento emotivamente già difficile.
“Non è dignitoso firmare in strada un documento così riservato,” ha dichiarato Francesca Arcadu con rammarico, evidenziando come, sebbene Palazzo Righi sia un edificio storico, l’installazione di una rampa rimovibile o fissa non dovrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile. La sua testimonianza è un monito per l’amministrazione e la cittadinanza di Sassari: l’accessibilità non è un privilegio, ma un diritto fondamentale che garantisce a tutti i cittadini di partecipare pienamente alla vita pubblica.
Fonte: Lanuovasardegna









