Sassari, Sardegna. Il dibattito sulla presunta carenza di personale nel settore turistico-alberghiero in Sardegna assume nuove sfumature grazie all’intervento dell’assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca. Contrariamente alla narrazione comune, i dati reali forniti dal Sistema Informativo Lavoro (SIL Sardegna) dipingono un quadro ben diverso, con significative implicazioni anche per la provincia di Sassari.
Secondo l’assessora, nei 29 Centri per l’impiego dell’isola, a stagione non ancora pienamente avviata, risultano iscritte ben 51.588 persone disoccupate con qualifiche specifiche nel settore alberghiero e della ristorazione. Queste figure, che vantano complessivamente 91.876 qualifiche professionali, includono maître d’hotel, chef, cuochi, camerieri e aiuto cuochi, dimostrando una vasta disponibilità di competenze pronte all’uso. “Non si tratta di dati astratti,” sottolinea Manca, evidenziando come queste persone rappresentino una risorsa preziosa.
La vera questione, secondo Manca, non è la mancanza di manodopera, ma la qualità delle opportunità offerte. Anni di contratti stagionali, carichi di lavoro eccessivi, salari non competitivi e scarsa stabilità hanno spinto molti, specialmente i più giovani e qualificati, a cercare alternative. La Regione, pur investendo in formazione con 167 corsi e oltre 1.100 allievi nel settore, ribadisce che il solo training non basta. “Non può esserci sviluppo turistico fondato su lavoro povero o instabile,” conclude l’assessora, sollecitando un cambio di passo complessivo per garantire dignità e futuro al comparto.
Fonte: Sassarinotizie

