Nascosto tra il via vai di Viale Umberto e il silenzio dei vicoli, un’oasi verde inaspettata ha riaperto i battenti ai visitatori, incantando centinaia di persone durante l’evento Monumenti Aperti. Si tratta del cortile segreto dello storico Palazzo San Sebastiano a Sassari, accessibile da un anonimo portoncino su Via Mercato.
Qui, tra alberi di agrumi e un maestoso nespolo, spicca una straordinaria vite bicentenaria, uno dei rarissimi esemplari sopravvissuti alla fillossera senza innesti, che si arrampica sulle colonne doriche di un gazebo ottocentesco. Luigi Angius, residente del palazzo e titolare della galleria Artecircuito, è l’artefice di questa rinascita. Dopo aver acquistato e curato l’area abbandonata, ha riscoperto una passione per il giardinaggio, riportando il giardino al suo splendore originale e scoprendo anche “Zio Aldo”, una piccola tartaruga.
La storia del luogo è profonda: progettato nell’Ottocento da architetti come Antonio Cano, Giuseppe Cominotti e Felici Orsolini per Maurizio Pintus, il giardino affonda le radici in epoche ancora più remote, come testimonia una lapide del 1501. Questo spazio privato, scampato per fortuna alla trasformazione in parcheggio sotterraneo, è ora condiviso da Angius con la comunità attraverso eventi artistici, come la mostra di ceramiche di Sandrine Lescaroux, e semplici momenti di accoglienza.
Fonte: Lanuovasardegna



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