La Settimana Santa a Sassari si rivela un’esperienza profonda, dove la fede secolare si intreccia indissolubilmente con l’identità comunitaria e la ricca tradizione popolare. Per giorni, il cuore storico della città si anima, trasformandosi in un suggestivo palcoscenico per riti che affondano le radici nella dominazione spagnola e sono custoditi con devozione dalle antiche Arciconfraternite e Confraternite.
Questi riti, che includono processioni toccanti, veglie e concerti sacri, trascendono il puro aspetto religioso per diventare un potente veicolo di promozione culturale e turistica. Il Comune di Sassari, con il supporto dell’Arcidiocesi e della Regione Sardegna, punta a valorizzare l’evento come apertura della stagione turistica, in sinergia con Alghero e Castelsardo. L’ambizioso obiettivo è il riconoscimento UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, sulla scia della già celebrata Faradda.
Il calendario è fitto di appuntamenti emozionanti: dalla Processione delle Palme all’esposizione dei simulacri, dalla solenne Processione delle statue lignee all’evocativo S’Iscravamentu, fino al culmine di S’Incontru in Piazza Santa Caterina, simbolo di speranza. La celebrazione si estende a Pasquetta con un grande convivio all’ippodromo Pinna, animato da musica jazz e dj set, offrendo un momento di aggregazione e divertimento per tutti.
Per chi desidera approfondire, il Museo della Città a Palazzo di Città espone “La Processione dei Misteri” di Eugenio Tavolara. Un’occasione unica per vivere l’anima più autentica di Sassari, che in questi riti trova un pilastro della comunità turritana, intimamente legato al suo passato e al suo futuro.
Fonte: Sassarinotizie


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