La rivoluzione della raccolta differenziata a Sassari è ufficialmente realtà per migliaia di residenti. Dopo un mese e mezzo di sperimentazione, i quartieri di Prunizzedda e Monte Rosello Alto vedranno la rimozione graduale dei tradizionali cassonetti stradali a partire da questo fine settimana, segnando il passaggio definitivo al sistema “porta a porta”.
L’annuncio è arrivato dal vicesindaco e assessore Pierluigi Salis, affiancato da Deborah Manca e Giovanni Pisoni, durante la commissione Ambiente. Nonostante un lieve ritardo, la distribuzione dei mastelli ha raggiunto percentuali elevate: l’85% delle utenze domestiche, il 95% dei carrellati condominiali e l’86% delle attività commerciali sono ormai equipaggiate. Questo successo preliminare apre la strada alla fase più delicata, dove le eventuali problematiche verranno affrontate con soluzioni mirate.
La mossa è cruciale per Sassari, che attualmente si posiziona tra gli ultimi Comuni in Sardegna per raccolta differenziata (poco più del 61%), comportando una spesa annua di 200mila euro in sanzioni ed ecotasse. L’obiettivo è superare la soglia minima del 65%, con dati ufficiosi per il 2025 che già mostrano un trend positivo. Tra le sfide, le incursioni dei cinghiali, per cui il Comune sta valutando l’acquisto di ecobox e modifiche temporanee agli orari di conferimento dell’umido. La visione finale è estendere il porta a porta a tutta la città.
Fonte: Lanuovasardegna


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