Sassari ha recentemente celebrato un capitolo cruciale della sua storia, riscoprendo la figura di Giovanni Maria Angioy e il suo ingresso in città il 28 febbraio 1796. A 230 anni esatti da quell’evento, due intense giornate sotto il titolo “1796–2026 | Tàtari tzitade rivoluzionària” hanno riacceso i riflettori sulla Sarda Rivoluzione e il ruolo di Sassari in quel contesto.
L’iniziativa, promossa da diverse realtà culturali, ha coinvolto attivamente scuole superiori, studiosi e la cittadinanza. Incontri e dibattiti hanno offerto nuove prospettive sull’attualità del pensiero angioyano e la complessa storia di rimozione della memoria. La partecipazione di figure come la scrittrice Adriana Valenti Sabouret e gli storici Federico Francioni, Antonello Nasone e Piero Atzori ha arricchito il confronto.
Momento centrale è stata la presentazione del murale “Sa Sarda Rivolutzione 1796–2026”, realizzato dagli studenti del Liceo Artistico Figari in via Pompeo Calvia. Un segno permanente che restituisce visibilità alla memoria dei patrioti sardi, proprio dove un tempo sorgevano le forche. Le celebrazioni hanno posto le basi per le future “Primavere Sarde 2026”, confermando l’impegno a mantenere viva questa fondamentale pagina della storia locale.
Fonte: Sassarinotizie
