Sassari si confronta con un bivio cruciale: la “ricucitura” tra centro storico e Predda Niedda. Decenni di sviluppo disomogeneo hanno creato una profonda frattura urbana. Il piano per “cucire insieme” queste due anime riaccende un dibattito acceso, con una domanda centrale: chi pagherà i milioni di euro necessari per questa ambiziosa trasformazione?
Confcommercio critica le scelte passate che avrebbero favorito Predda Niedda con agevolazioni, penalizzando il centro storico, oggi in difficoltà. L’associazione teme che la “ricucitura” sia un’operazione per sostenere un’area commerciale in crisi, anziché un progetto di reale interesse pubblico, con oneri ricadenti su cittadini e commercio di vicinato.
Di contro, Gianni Russo del Consorzio Golfo dell’Asinara difende lo sviluppo di Predda Niedda come risposta necessaria alle esigenze di Sassari negli anni Settanta per spazi logistici e servizi. Per Russo, centro storico e Predda Niedda non sono alternative, ma componenti complementari di un unico sistema urbano, da integrare strategicamente.
La sfida è trovare nuovi equilibri. Come evidenziato dal sindaco Mascia e dall’architetto Sandro Roggio, che definisce Predda Niedda “l’errore e l’orrore più grande”, occorrono idee chiare e scelte coraggiose per superare le resistenze e garantire che questa trasformazione avvenga con equità e reale beneficio per tutta la comunità di Sassari.
Fonte: Sassaritoday


