Il Tribunale di Sassari è teatro di un dramma che si rinnova a ogni udienza. Andrea Santona, padre del piccolo Diego, deceduto nel maggio 2021 a soli 18 mesi, è chiamato a rispondere dell’accusa di omicidio colposo. In un’aula gremita di tensione, davanti al giudice Monia Adami, Santona ha ripercorso con la voce rotta dal pianto gli istanti fatali in cui ha ritrovato il figlioletto.
«Sentivo i bambini giocare… Poi mia moglie ha urlato “Diego!”, l’ho raggiunto, era in uno stagnetto, immobile», ha raccontato Santona, imputato per omesso controllo. Una ferita che si riapre incessantemente per i genitori, già provati da un dolore incommensurabile. Il piccolo Diego annegò in una pozza d’acqua nel giardino di casa, nonostante le precauzioni prese dai genitori per delimitare l’area.
La mamma di Diego ha già affrontato un processo simile con rito abbreviato e condannata al minimo della pena. Ora tocca al padre confrontarsi con un’accusa “innaturale” per un genitore, un atto dovuto per la legge, ma una tortura per chi ha perso un figlio in modo così tragico. Il processo mira a chiarire le dinamiche di quei terribili “attimi” che hanno strappato Diego alla sua famiglia, lasciando un vuoto incolmabile nella provincia di Sassari. A giugno si attende la discussione delle parti.
Fonte: Lanuovasardegna


