A Sassari, il padel è diventato un simbolo potente di inclusione grazie al progetto “A suon di padel”, ideato dall’Ente Nazionale Sordi (ENS) di Sassari con il prezioso supporto della Fondazione di Sardegna. L’iniziativa ha dimostrato come lo sport possa superare ogni barriera comunicativa, unendo persone sorde e udenti in campo e fuori.
Il percorso si è articolato in un convegno all’Hotel Pegasus, che ha esplorato il padel come strumento di integrazione sociale. Relatori d’eccezione, come il pluricampione Jeff Onorato e lo psicologo Manolo Cattari, hanno condiviso esperienze significative, affiancati da Marco Pistidda con i suoi progetti di Surf Therapy.
Il culmine è stato un corso intensivo di padel di venti ore, concluso con un emozionante torneo allo Sporting Padel di via Milano. Istruttori come Giuseppe Cardin hanno appreso i rudimenti della Lingua dei Segni Italiana (LIS) dai partecipanti, in uno scambio reciproco che ha arricchito tutti. Le coppie miste, formate da atleti sordi e udenti, hanno giocato in un clima di vera condivisione, dimostrando che l’intesa in campo non necessita di parole, ma di sguardi e gesti.
La vicepresidente ENS Claudia Porcu ha sottolineato come lo sport sia un linguaggio universale. Il successo travolgente dell’iniziativa, che ha visto la partecipazione anche di figure istituzionali come il vicesindaco Pierluigi Salis, spiana la strada a nuove edizioni. A Sassari, l’inclusione è una realtà tangibile e vincente, forgiata “a suon di padel”.
Fonte: Lanuovasardegna


