Sassari è scossa dalla decisione del giudice Sergio De Luca: il caso della tragica morte di Zouhair “Zuzu” Lamouna, il ventenne trovato senza vita due anni fa nel suo letto a viale Trento, è stato archiviato. Nessun colpevole sarà chiamato a rispondere per la fine del giovane, stroncato l’8 dicembre da un mix letale di cocaina, metadone, hashish e alcol, nonostante l’orrore della famiglia e degli amici che lo descrivevano come un ragazzo che “odiava le droghe”.
L’inchiesta, affidata dalla Procura alla squadra mobile, aveva inizialmente iscritto una persona nel registro degli indagati con l’accusa di “morte come conseguenza di altro reato”, per aver ceduto le sostanze stupefacenti. Tuttavia, al termine delle indagini, il pm aveva richiesto l’archiviazione, istanza alla quale si era opposto l’avvocato Fabio Varone, legale dei familiari di “Zuzu”.
Il giudice per le indagini preliminari, applicando le recenti novità della riforma Cartabia, ha ritenuto che non sussistano i presupposti per formulare una ragionevole sentenza di condanna in un eventuale processo. Una decisione dolorosa per i cari di Zouhair, di origini marocchine e sepolto nel suo paese natio, che non hanno mai creduto a un’assunzione volontaria. La sorella Myriam aveva sempre sostenuto che il fratello fosse stato costretto, cercando invano giustizia per un destino straziante che lascia Sassari e la sua famiglia senza risposte conclusive.
Fonte: Lanuovasardegna


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