Sassari si afferma come un faro nell’integrazione socio-sanitaria, trasformando le “Dimissioni Protette” da progetto a sistema stabile. Un successo tangibile: tra aprile 2025 e giugno 2026, ben 254 persone fragili sono state prese in carico a domicilio dopo il ricovero ospedaliero nella provincia. Un traguardo che supera le previsioni, confermando la forte necessità di un supporto post-dimissione.
Questo innovativo modello, sostenuto da quasi 800 mila euro tra fondi PNRR e risorse regionali, ha visto la collaborazione esemplare tra l’AOU di Sassari, che ha intercettato precocemente i bisogni, e una vasta rete territoriale. I Comuni del PLUS di Sassari (capofila Sassari, Porto Torres, Sorso e Stintino), l’ASL di Sassari, la Regione Autonoma, il Ministero del Lavoro e il Terzo Settore hanno unito le forze, creando una continuità assistenziale multidisciplinare.
I risultati sono notevoli: una significativa riduzione delle riospedalizzazioni precoci, il decongestionamento delle strutture ospedaliere e un rafforzamento del welfare locale. Il sindaco Giuseppe Mascia e i direttori dell’AOU hanno sottolineato l’importanza di questo approccio centrato sulla persona, che garantisce percorsi personalizzati e un’elevata qualità della vita ai pazienti e alle loro famiglie. Sassari è ora un punto di riferimento per l’Italia, dimostrando come l’integrazione possa trasformare la cura.
Fonte: Lanuovasardegna


