Nuovi orizzonti nell’inchiesta sul tentato omicidio avvenuto lo scorso 19 gennaio a Sassari, nella rivendita d’auto di Predda Niedda. Giovanni Maninchedda, titolare dell’autosalone, in carcere per aver sparato a Luca Silanos, ha revocato i precedenti legali nominando gli avvocati Danilo Mattana e Patrizio Rovelli. La loro strategia mira a ribaltare l’accusa, puntando sulla legittima difesa.
Al centro della nuova linea difensiva ci sono i video delle telecamere di sorveglianza acquisiti da carabinieri e Procura. Secondo i legali, i filmati mostrerebbero due auto, con a bordo Silanos e i fratelli Stefano e Alessio Levanti – già a processo per il tentato omicidio di Ugo Poggi, amico di Maninchedda – transitare e sostare ripetutamente davanti alla concessionaria, in un atteggiamento compatibile con una “spedizione punitiva”.
Le immagini documenterebbero poi l’ingresso di Silanos nell’autosalone nonostante l’invito di Maninchedda a non farlo, sfociando in un confronto degenerato in cui è stato esploso il colpo di pistola che ha ferito il 44enne. Un dettaglio cruciale evidenziato dalla difesa è la presunta presenza di un’arma in mano a uno dei tre uomini, che si sarebbe poi allontanato per tornare senza di essa. Questi elementi, per gli avvocati, rafforzerebbero la tesi di un pericolo imminente, trasformando l’atto di Maninchedda in una reazione proporzionata e necessaria.
Fonte: Lanuovasardegna


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