La città di Sassari è ancora segnata dalla devastazione causata dall’esplosione avvenuta tre mesi fa in una palazzina tra via Principessa Maria e via Don Minzoni. Le transenne proteggono ancora i resti della tragedia: cumuli di cemento, travi contorte e automobili schiacciate sotto le macerie. Questo disastro ha cambiato per sempre la vita di chi abitava nei piani superiori, come dimostrano le due auto immobili e silenziose, testimoni muti di quel terribile evento del 30 giugno. Il cartello della Questura, sbiadito dal sole, ribadisce che l’immobile è ancora sotto sequestro giudiziario, ma nessuno è ancora intervenuto per rimuovere almeno i detriti.
La burocrazia ha bloccato qualsiasi iniziativa di bonifica della zona, lasciando la strada costellata di macerie che studenti, residenti e pendolari sono costretti ad attraversare ogni giorno. Nonostante tutto, la vita nella città cerca di ripartire: le scuole hanno riaperto e centinaia di studenti percorrono quelle strade guardando con timore e curiosità cosa rimane del crollo.
L’edizione del giornale in edicola e la versione digitale del 30 settembre offriranno ulteriori dettagli su questa vicenda che continua a segnare Sassari e i suoi abitanti.
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