A Sassari, il Convitto Nazionale Canopoleno ha riaperto le porte al suo ormai celebre “Ospedale dei Pupazzi”, un’iniziativa che sta trasformando la percezione della sanità nei più giovani. Sotto la guida del rettore Stefano Manca, e con il coordinamento di Sophia Calzavara, l’appuntamento ha visto i bambini della scuola primaria protagonisti di un’esperienza unica, dove i pazienti – orsacchiotti e bambole – hanno affrontato visite e cure, sempre con un sorriso.
Questo progetto, curato internamente dalle educatrici Paola Spanu e Daniela Scano, persegue un duplice obiettivo. Da un lato, permette ai piccoli di familiarizzare con l’ambiente ospedaliero e gli strumenti medici, stemperando la tradizionale ansia legata al “camice bianco”. Non sono loro a essere visitati, ma i loro inseparabili amici peluche, trasformando così un potenziale momento di paura in un gioco di ruolo rassicurante e divertente.
Dall’altro lato, l’Ospedale dei Pupazzi rappresenta un’occasione formativa cruciale per gli studenti di Medicina e delle professioni sanitarie, i “Pupazzologi”. Questi futuri professionisti, affiancati dal team Smile-X, imparano a comunicare efficacemente con i pazienti pediatrici, gestendo le loro emozioni in un contesto protetto. Dall’accettazione alla diagnosi, fino alla “guarigione” del giocattolo, ogni fase è un passo verso una sanità più umana e accessibile, costruita sulle fondamenta del gioco e dell’empatia nel cuore di Sassari.
Fonte: Sassarinotizie


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