La provincia di Sassari è stata teatro di un gesto di profonda valenza simbolica e spirituale. Lo scorso 1° aprile, la Polizia di Stato ha consegnato ai vescovi delle diocesi di Sassari, Ozieri, Tempio-Ampurias e Alghero-Bosa, un dono prezioso: l’olio proveniente dagli ulivi del Giardino della Memoria “Quarto Savona 15”. Questi alberi, radicati nel luogo esatto della strage di Capaci del 23 maggio 1992, dove persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta, rappresentano un monito eterno contro la mafia.
Inaugurato nel 2017, il Giardino della Memoria trasforma il luogo del dolore in un santuario vivente di legalità. L’iniziativa è promossa dall’associazione “Quarto Savona 15” – il cui nome evoca la targa della Croma bianca della scorta – e guidata da Tina Montinaro, vedova di Antonio Montinaro, capo scorta di Falcone caduto nell’attentato insieme a Rocco Dicillo e Vito Schifani. Questo prezioso olio, infatti, dopo la consacrazione, diventerà il Sacro Crisma, utilizzato per l’amministrazione di importanti sacramenti. Un gesto potente che crea un ponte tra le istituzioni e la Chiesa, tra l’impegno per la legalità e la fede, e che ogni anno rinnova il ricordo del sacrificio di coloro che hanno pagato con la vita la lotta contro la mafia, offrendo un messaggio di speranza e riscatto per la Sardegna e l’intero paese.
Fonte: Sassarinotizie


GIPHY App Key not set. Please check settings