Sassari – Si è concluso con un’assoluzione piena, perché “il fatto non sussiste”, il processo che vedeva un insegnante 50enne di Sassari imputato per violenza sessuale aggravata. La decisione è stata pronunciata dal GUP Gian Paolo Piana, ribaltando la richiesta di condanna a tre anni avanzata dalla Procura.
L’accusa, originata da una denuncia del 2024, ipotizzava che l’uomo avesse costretto una 37enne, con cui aveva un rapporto di conoscenza, a subire atti sessuali su una panchina periferica, approfittando di un suo stato alterato dall’alcol. La difesa, rappresentata dall’avvocato Alberto Sechi, ha invece sostenuto che il rapporto fosse consensuale e parte di una relazione preesistente, la cui interruzione avrebbe causato risentimento nella donna.
Nel corso del procedimento, il giudice non ha ritenuto attendibile il racconto della presunta vittima, rilevando incongruenze e la mancanza di riscontri oggettivi che potessero sostenere l’accusa oltre ogni ragionevole dubbio. Decisivi si sono rivelati gli elementi portati dalla difesa, tra cui conversazioni WhatsApp che suggerivano un rapporto consensuale e un’ammissione della donna di aver sporto denuncia “mal consigliata da terze persone”.
Nonostante una nuova audizione della persona offesa, le sue spiegazioni sulle presunte paure e pressioni per ritirare la querela non sono state giudicate sufficienti e credibili, portando all’assoluzione finale dell’insegnante.
Fonte: Lanuovasardegna

