Sassari ha celebrato la sua storia con un’affluenza straordinaria durante la ventesima edizione di “Monumenti Aperti”, tenutasi il 2 e 3 maggio. Fin dalle prime ore del mattino, la città è stata invasa da migliaia di curiosi, turisti e residenti desiderosi di riscoprire i propri tesori. Code imponenti si sono formate davanti al Palazzo del Governo, con quasi mille accessi già a metà mattina, attratti dalla magnificenza della Sala Sciuti e dalle storiche stanze reali. Altrettanto successo per il Barbacane e il Museo storico della Brigata Sassari, che hanno visto le piazze animate e i tavolini dei bar gremiti sotto un sole primaverile.
Le vie del centro storico, raramente così vivaci, hanno risuonato di voci e risate. In Piazza Duomo, i bambini giocavano mentre le famiglie attendevano di esplorare la Cattedrale, San Giacomo, San Michele e il Museo Diocesano. Un interesse speciale è stato rivolto alle eleganti ville liberty dei Cappuccini e alla Chiesa di San Francesco, una delle sette nuove aperture che hanno arricchito il percorso dei 48 siti visitabili. Quest’anno, “Monumenti Aperti” non è stato solo un evento culturale, ma un vero e proprio abbraccio della comunità alla propria identità.
Il sindaco Giuseppe Mascia ha sottolineato l’importanza di “riappropriarsi” di Sassari, amandola, tutelandola e vivendola. “È un investimento concreto e quotidiano sul nostro patrimonio, sulla nostra storia, sulla nostra bellezza”, ha dichiarato, evidenziando il desiderio di far tornare la città e la sua comunità al centro, scommettendo su un futuro di rinascita che affonda le radici nel suo glorioso passato.
Fonte: Lanuovasardegna


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