Grandi notizie per Sassari e per gli appassionati di storia e archeologia: il Museo Nazionale Archeologico ed Etnografico “Giovanni Antonio Sanna” ha riaperto le sue porte, svelando un percorso espositivo completamente rinnovato. Dopo due anni di chiusura, le sale dedicate all’età nuragica, fenicio-punica e romana tornano a vivere, restituendo alla provincia di Sassari un patrimonio culturale inestimabile.
L’inaugurazione ha segnato un momento cruciale, con la riapertura del Padiglione Marcialis, intitolato all’architetta sassarese Giuseppina Marcialis. Questo spazio, ripensato dallo studio Tortelli Frassoni, rappresenta una discontinuità significativa, trasformando radicalmente l’esperienza di visita. Non si tratta solo di reperti, ma di connessioni e racconti che rendono l’antichità accessibile e stimolante per ogni visitatore.
Il nuovo allestimento guida in un viaggio cronologico: dalle imponenti Tombe dei Giganti e la Galleria dei Nuraghi, ai preziosi reperti fenicio-punici che attestano il ruolo della Sardegna come crocevia mediterraneo, fino alle testimonianze romane da siti come Turris Libisonis (oggi Porto Torres). La direttrice Melissa Ricetti ha anticipato ulteriori sviluppi, inclusi la collezione etnografica e nuovi servizi come la caffetteria, mirando a rendere il Museo Sanna un centro culturale sempre più vivo e accogliente.
Un tributo è stato rivolto all’archeologa Elisabetta Grassi, la cui visione ha plasmato questo rinnovamento. Il Museo Sanna si conferma così custode del passato ma proiettato nel futuro, un punto di riferimento essenziale per la scoperta delle radici storiche del nostro territorio.
Fonte: Sassaritoday


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