A Sassari, la sala operatoria del Santissima Annunziata è il regno di Francesco Orrù, stimato cardiochirurgo dedicato a salvare vite. Ma quando il silenzio cala sulla città, il dottor Orrù indossa un altro camice, quello dello scrittore di noir, dando vita a storie intense e senza filtri. È lui il primo protagonista di “Scrittori per caso”, la nuova rubrica de La Nuova Sardegna dedicata ai talenti locali.
Questa dualità tra il bisturi e la tastiera è la cifra distintiva di Orrù, 58 anni: un mondo dove ogni decisione chirurgica è definitiva si affianca alla libertà creativa della pagina bianca. La sua ispirazione nasce spesso di notte, catturando frammenti di vita con post-it e penna, trasformando tensioni quotidiane in trame avvincenti.
Il suo quarto romanzo, “Macchia di mirto”, segna un’importante svolta. Dopo successi come “Crooked City” e “Gabbie per cani”, ambientati negli Stati Uniti, Orrù riporta per la prima volta la sua narrativa nella sua terra. Il romanzo immerge il lettore nella Gallura degli anni Settanta, ancora selvaggia e autentica, teatro di un intricato sequestro di persona tra faide e torbidi interessi. Un ritorno alle radici che Orrù confessa non essere stato semplice, ma che si è rivelato un successo editoriale. Una storia che dimostra come l’arte possa fiorire anche negli imprevisti, tra un’emergenza e una notte insonne.
Fonte: Lanuovasardegna



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