Una scoperta di portata globale, con profonde radici nel territorio sardo, emerge dagli studi dell’Università degli Studi di Sassari e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-Irgb). È stata identificata una variante genetica sarda, capace di ostacolare la crescita del parassita della malaria. Questo lavoro rivoluzionario, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, non solo chiarisce il meccanismo biologico di protezione ma apre anche nuove e promettenti vie per lo sviluppo di farmaci innovativi.
L’indagine ha preso il via da analisi genomiche su 7.000 volontari dello studio SardiNIA in Ogliastra, rivelando come questa variante influenzi le caratteristiche dei globuli rossi, rendendoli un ambiente inospitale per il parassita. Il genetista Francesco Cucca, dell’Università di Sassari e CNR-Irgb, spiega che la genetica umana conserva tracce delle malattie passate, e la malaria, storicamente endemica in Sardegna, ha favorito la diffusione di questo gene protettivo.
Gli esperimenti di laboratorio, coordinati da Antonella Pantaleo dell’Università di Sassari, hanno dimostrato una forte inibizione della proliferazione del Plasmodium falciparum. Questa “lezione dalla natura” offre ora una base scientifica concreta per trasformare un adattamento evolutivo in una strategia terapeutica, mirando a proteggere le popolazioni che ancora oggi lottano contro la malaria a livello globale.
Fonte: Lanuovasardegna



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