A quasi quarant’anni dall’introduzione dell’obbligo per i Comuni di dotarsi del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), Sassari si trova ancora ad inseguire, con i diritti di tantissimi cittadini a rischio. Un’indagine condotta dall’associazione Luca Coscioni ha infatti dipinto un quadro preoccupante sull’accessibilità in Sardegna, dove solo tre capoluoghi su dodici hanno approvato il PEBA come previsto dalla normativa del 1986.
Nel capoluogo turritano, il percorso verso un futuro più accessibile è ancora nelle fasi preliminari. Recentemente, la giunta comunale ha approvato l’atto di indirizzo per la creazione di un gruppo di lavoro dedicato alla stesura del piano. Un passo avanti, certo, ma il PEBA, strumento fondamentale per programmare interventi che rendano edifici pubblici, strade e servizi finalmente accessibili, deve ancora essere redatto e poi approvato dal Consiglio comunale per diventare operativo.
L’assenza di questo strumento non è una semplice svista amministrativa. Come sottolineato dall’avvocato Alessandro Gerardi dell’associazione Luca Coscioni, la mancata adozione del PEBA può configurarsi come una vera e propria lesione dei diritti delle persone con disabilità. Diversi tribunali italiani hanno già condannato Comuni inadempienti, stabilendo tempi certi per l’adozione del piano. Per Sassari, la sfida è chiara: trasformare gli impegni in azioni concrete, garantendo pari dignità e autonomia a tutti i suoi cittadini.
Fonte: Sassaritoday


