Un’onda di solidarietà è partita da Sassari, superando confini e trasformando un appello in realtà in pochi giorni. Mentre Djily Fall, storico ambulante senegalese di Sassari, insieme ad Amadou Lamine Sene, rappresentante delle comunità africane, lanciavano un accorato grido d’aiuto per un giovane disabile di Koki, Senegal, chiedendo un mezzo che gli restituisse libertà, un’incredibile coincidenza si stava già materializzando.
L’associazione sassarese Albatross, forte di vent’anni di impegno nell’inclusione, era già in viaggio verso il Senegal. Con un furgone carico di carrozzine, materiali didattici e speranza, i volontari – tra cui il cofondatore Manolo Cattari e Danilo Russu – hanno attraversato Spagna, Marocco e Mauritania. La notizia dell’appello ha raggiunto il team mentre era in Africa, confermando la bontà della loro missione.
L’arrivo a Louga, capoluogo della provincia di Koki, è stato un momento di pura emozione. La consegna della carrozzina al ragazzo ha significato per lui una nuova libertà e dignità, un gesto piccolo per i volontari, ma immenso per chi lo riceve. Il progetto di Albatross, nato con l’acquaticità inclusiva, ora unisce sport, formazione e aiuti concreti a livello internazionale.
Il furgone partito da Sassari e le carrozzine proseguono il loro cammino, portando avanti la generosità della provincia di Sassari e la determinazione dei volontari di Albatross, dimostrando che la solidarietà, dal cuore della Sardegna, può davvero cambiare vite.
Fonte originale e approfondimento: Lanuovasardegna



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