Una vera e propria via crucis sta inghiottendo il prezioso patrimonio sacro di Sassari. Tra ponteggi che celano intere facciate e cantieri aperti che diventano parte del paesaggio urbano, le chiese cittadine affrontano un’emergenza costante, fatta di cedimenti strutturali, finanziamenti insufficienti e lavori che non arrivano mai a conclusione.
L’ultimo campanello d’allarme è suonato alla Chiesa di Sant’Antonio Abate, chiusa d’urgenza per dissesti statici ai pilastri superiori. Ma la lista è lunga: solo una settimana fa, distacchi di calcinacci hanno imposto la chiusura dell’ingresso principale della Chiesa di San Pio X a Li Punti. Non meno grave l’episodio di via Enrico Costa, dove un masso è rovinato dalla Chiesa di San Giuseppe, rendendo necessari interventi complessi da oltre 300mila euro, solo in parte finanziati dalla Conferenza Episcopale.
Simbolo di questa precarietà è la Chiesa di Santa Maria di Betlem, icona cittadina, la cui stabilità è garantita da anni solo da una fitta rete di ponteggi. Nonostante nuovi fondi in arrivo, la riapertura resta incerta. Situazioni simili si registrano a San Pietro in Silki, con lavori in ritardo, e alla chiesa del Carmelo, dove i problemi strutturali persistono nonostante un recente rifacimento della facciata. Le chiese di Sassari gridano aiuto, chiedendo interventi urgenti per preservare la loro storia e la sicurezza dei cittadini.
Fonte: Lanuovasardegna


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