Sassari ha aperto uno squarcio su una realtà spesso invisibile: il carcere di Bancali. Lo scorso 14 luglio, l’istituto penitenziario sassarese è stato tra i 34 in Italia ad accogliere rappresentanti della società civile, delle istituzioni e del mondo della cultura, nell’ambito di un’importante iniziativa promossa dall’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione.
L’obiettivo dell’evento era duplice: riportare l’attenzione pubblica sulle condizioni del sistema penitenziario e riaffermare il principio costituzionale che la pena deve mirare al reinserimento sociale, rispettando la dignità umana. Un’esigenza particolarmente sentita in un contesto di sovraffollamento che vede le carceri italiane operare con un tasso medio del 140%, ben 18mila detenuti oltre la capienza regolamentare, una situazione che incide pesantemente sulla vita all’interno degli istituti.
Tra i visitatori che hanno varcato le soglie di Bancali e di altri istituti, spiccavano nomi noti del panorama culturale e giornalistico come Marco Damilano, Daria Bignardi, Alessandro Bergonzoni e Ascanio Celestini, affiancati da amministratori locali, docenti universitari e volontari. Per la comunità di Sassari, questa mobilitazione ha rappresentato un’opportunità cruciale per illuminare la realtà del carcere di Bancali, inserendola in un dibattito nazionale che cerca di colmare la distanza tra il mondo penitenziario e la società esterna, seguendo l’appello di Piero Calamandrei a “conoscere, osservare e discutere” il carcere.
Fonte: Sassaritoday









