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Sassari, Bancali: La Sardegna si ribella al 41-bis

Sardegna unita contro la “servitù carceraria”: Sassari e Bancali non diventeranno una “Caienna” italiana.

© Foto: Sassaritoday.it

La provincia di Sassari, e in particolare il carcere di Bancali, si trova al centro di un acceso dibattito che vede la Sardegna schierarsi compatta contro la decisione del governo di concentrare un numero sproporzionato di detenuti sottoposti al regime del 41-bis nell’isola. Il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, ha espresso con forza la sua ostilità, definendo il piano una “Caienna per mafiosi” e sottolineando il rischio di una “servitù carceraria” imposta senza dialogo.

La Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha guidato la mobilitazione, unendo cittadinanza, amministrazioni locali, sindacati e associazioni. L’opposizione non è una ritirata nella lotta alla mafia, ma la difesa di un principio di equità: la Sardegna non può essere trattata come una periferia dove scaricare decisioni prese altrove. Tre istituti penitenziari sardi – Uta, Badu ’e Carros e Bancali – sono designati ad ospitare oltre 230 detenuti 41-bis, quasi un terzo del totale nazionale.

Anche Forza Italia, pur parte della maggioranza, ha manifestato serie perplessità, supportando l’iniziativa parlamentare per una distribuzione più equilibrata. La mobilitazione che ha coinvolto l’isola ha visto la partecipazione di numerose realtà, tutte unite nel far sentire una voce collettiva e unitaria per difendere la Sardegna da un destino di “isola carcere”, un marchio e una reputazione permanenti che la comunità rifiuta categoricamente.

Fonte: Sassaritoday

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Written by ViviSassari

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