Leoluca Bagarella, figura storica della mafia corleonese e detenuto in regime di 41 bis, è stato nuovamente al centro di una sentenza giudiziaria a Sassari. Il Tribunale del capoluogo turritano ha condannato l’84enne boss a sei mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale, in un episodio avvenuto nel carcere di Bancali. Una condanna che si aggiunge a un già lunghissimo elenco di ergastoli per stragi e omicidi che ne hanno segnato il passato giudiziario.
I fatti contestati risalgono al 2022, quando Bagarella si rifiutò di consegnare alcuni oggetti non consentiti all’interno della sua cella. Durante l’intervento di un agente della polizia penitenziaria di Bancali, l’uomo avrebbe reagito con violenza, sputando contro il poliziotto e rivolgendo gravi minacce. Questo non è il primo episodio di aggressione che lo vede protagonista negli ultimi anni all’interno delle mura carcerarie, avendo in passato colpito agenti anche con pugni e morsi.
La pubblica ministera Alessia Sanna aveva richiesto una pena più severa, proponendo un anno di carcere, anche a fronte dell’atteggiamento poco collaborativo dell’imputato. La difesa, rappresentata dall’avvocato d’ufficio Bastianino Ventura, ha invece evidenziato le condizioni psicologiche precarie del Bagarella, minate da decenni di detenzione e un presunto distacco dalla realtà. La sentenza del Tribunale di Sassari conclude l’iter per questo specifico episodio di cronaca locale.
Fonte: Lanuovasardegna


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