Si chiude dopo otto lunghi anni il procedimento giudiziario legato alla tragica morte di Camillo Scanu, il giovane panettiere di Sassari deceduto nel 2018 all’interno del laboratorio di Predda Niedda dove lavorava. Il titolare del panificio-pasticceria è stato assolto dall’accusa di omicidio colposo, con la formula “il fatto non sussiste”, come stabilito dal giudice Marta Guadalupi.
La sentenza è arrivata al termine di un iter complesso, caratterizzato da due diverse consulenze tecniche sull’ambiente di lavoro. Il pubblico ministero aveva richiesto un anno di reclusione, basandosi su una perizia che evidenziava possibili criticità relative alla temperatura, agli spazi e al sistema di aerazione. Tuttavia, la difesa, curata dagli avvocati Bachisio Basoli e Fabiana Ledda, ha insistito sulla validità di una prima perizia dell’Ats, eseguita appena una settimana dopo il decesso, che non aveva rilevato alcuna irregolarità.
La morte di Scanu, avvenuta per un improvviso scompenso cardiaco, aveva spinto la famiglia, assistita dall’avvocato Antonello Piana, a cercare chiarezza. Nonostante i dubbi emersi successivamente sulla sicurezza e la mancata visita medica preventiva del lavoratore, il tribunale ha ritenuto insussistenti le responsabilità penali del datore di lavoro, ponendo fine a una vicenda giudiziaria che ha profondamente segnato la comunità di Sassari.
Fonte originale e approfondimento: Lanuovasardegna



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