I medici e i dirigenti sanitari dell’Aou di Sassari rompono gli indugi e proclamano ufficialmente lo stato di agitazione. Dopo anni di attese e sollecitazioni inascoltate, le organizzazioni sindacali annunciano l’avvio delle procedure che potrebbero sfociare in uno sciopero, un segnale chiaro di esasperazione per la situazione definita “inaccettabile”.
Alla base della protesta vi sono trattative sui fondi aziendali bloccate da tempo, la mancata erogazione del premio di risultato per gli anni 2023, 2024 e 2025, e la grave decisione di cancellare le ore lavorate in eccedenza nell’ultimo decennio. I rappresentanti sindacali denunciano un comportamento “gravissimo” che fa sentire “defraudati, umiliati e presi in giro” coloro che per anni hanno garantito assistenza e turni massacranti.
A rafforzare l’allarme interviene anche la Cisl Fp di Sassari, segnalando il 9 gennaio una situazione intollerabile all’interno dell’Aou. Il sindacato sottolinea che il sovraffollamento non è un’emergenza, ma la diretta conseguenza della mancata attuazione delle strutture sanitarie territoriali. Questa carenza trasforma il Pronto Soccorso nel terminale unico per bisogni assistenziali non urgenti, portando a corsie affollate, pazienti in barella e una progressiva disumanizzazione delle cure.
Il personale sanitario è allo stremo, con carichi di lavoro insostenibili e ritardi nelle risorse contrattuali che minano il sistema e la qualità dell’assistenza. L’appello è rivolto con urgenza alla Direzione dell’Aou e alla Regione, in particolare alla Presidente Alessandra Todde, per decisioni concrete sulla sanità territoriale e per alleggerire la pressione sugli ospedali della provincia di Sassari.
Fonte: Sassaritoday


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