Nel tribunale di Sassari prosegue la procedura fallimentare della San Martino, con l’ammissione di circa 16 milioni di euro per lo stato passivo, inclusi i debiti per le retribuzioni arretrate dei 22 dipendenti. L’udienza è stata rinviata all’8 ottobre per esaminare le domande tardive, riguardanti principalmente il Tfr e le indennità per mancato preavviso.
I principali creditori rimangono la Città Metropolitana di Sassari, la Banca Progetto Spa e l’Agenzia delle Entrate. La procedura si distacca dal futuro dello stabilimento, ora tornato alla Città Metropolitana dopo la risoluzione del contratto di affitto.
I dipendenti potranno accedere alla Naspi e essere inseriti in un progetto occupazionale per otto mesi, lavorando all’interno dello stabilimento sull’altopiano del Coros. Questo piano, elaborato in collaborazione con varie istituzioni e sindacati, sarà presto presentato in Giunta e potrebbe portare a una nuova gara d’appalto per la gestione dello stabilimento.
Dopo mesi di incertezza, si prospettano finalmente nuove opportunità per i lavoratori, con la speranza di reddito e stabilità occupazionale.
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