La città di Sassari continua a navigare in acque difficili per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, posizionandosi tra gli ultimi della Sardegna per la raccolta differenziata. Nonostante l’ampliamento del servizio “porta a porta” a Monte Rosello Alto e Prunizzedda, avviato a inizio 2024, la transizione procede a rilento. I cassonetti rimangono spesso in strada e molti residenti attendono ancora il ritiro completo dei mastelli, un chiaro segnale di difficoltà logistiche e amministrative.
Eppure, accanto alle oggettive sfide burocratiche, emerge con forza l’annoso problema dell’inciviltà. Un esempio emblematico è lo scempio che si consuma nelle strade vicinali di Prunizzedda e Serra Secca. Quest’area, un vero e proprio polmone verde a ridosso della città, viene sistematicamente deturpata da discariche abusive: sacchi della spazzatura lanciati, elettrodomestici in disuso, parti di veicoli e tonnellate di plastica abbandonate ai margini. Un paesaggio che dovrebbe essere protetto e valorizzato per il trekking si trasforma così in una vergognosa testimonianza di come l’incuria, sia istituzionale che cittadina, stia compromettendo irrimediabilmente il territorio sassarese.
Fonte: Sassaritoday


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