I direttori dei pronto soccorso di tutta la Sardegna, inclusi quelli che operano nella provincia di Sassari, hanno rotto il silenzio con una lettera congiunta. L’iniziativa arriva dopo le polemiche scaturite dal caso di Carbonia e mira a difendere la collega coinvolta, ma soprattutto a respingere le accuse generalizzate di inefficienza che colpiscono il personale d’emergenza.
I responsabili dei reparti sottolineano che il pronto soccorso è la porta d’ingresso del sistema sanitario, non il punto d’arrivo dei suoi problemi. Le lunghe attese e le difficoltà di gestione non dipendono dall’operato del personale, bensì da una “rete ospedaliera in crisi strutturale”. La denuncia si concentra su reparti specialistici ridotti o assenti, posti letto insufficienti e la mancata applicazione delle normative che regolano l’accoglienza dei pazienti nei centri di riferimento.
Un’altra criticità evidenziata è il “boarding”, ovvero la prolungata permanenza dei pazienti in pronto soccorso in attesa di ricovero. Questa pratica trasforma i reparti d’emergenza in degenze forzate, compromettendo sicurezza e dignità delle cure. I direttori chiedono rispetto per il loro lavoro e l’urgente applicazione delle reti “hub & spoke”, riconoscendo il valore di chi, ogni giorno, sostiene un sistema al limite del collasso, anche nella provincia di Sassari.
Fonte originale e approfondimento: Sassaritoday



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