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Processo surreale a Sassari: Assolta dopo 5 anni per tagliaunghie

Cinque anni di calvario per il possesso di comuni strumenti per unghie. Finisce l’incubo.

© Foto: Lanuovasardegna.it

Sassari, una vicenda giudiziaria durata cinque anni si è finalmente conclusa con un’assoluzione che ha dell’incredibile. Protagonista è una donna di 38 anni di Sassari, finita a processo con l’accusa di possesso di “arnesi atti allo scasso”. Il motivo? Nella sua borsa, gli agenti trovarono un tagliaunghie, una tronchesina per unghie e una limetta.

I fatti risalgono a un controllo avvenuto nel punto vendita Coin di viale Italia, a Sassari. La donna, notata per un passo “troppo spedito”, fu fermata dalla polizia locale. Durante l’ispezione della borsetta, vennero rinvenuti i comuni strumenti per la cura delle unghie. Nonostante la loro evidente destinazione, furono ritenuti potenzialmente utilizzabili per atti di effrazione, scatenando una denuncia e l’apertura di un lungo procedimento penale.

Il processo si è trascinato per ben cinque anni davanti al Tribunale di Sassari, un lasso di tempo sproporzionato per la natura dell’accusa, causando un notevole impatto sulla vita dell’imputata. L’avvocato difensore Giuseppe Onorato ha strenuamente sostenuto che il semplice possesso di tali oggetti non configurasse il reato. La tesi è stata accolta dal giudice Elena Barmina, che ha pronunciato l’assoluzione. Non c’era alcuna prova che gli strumenti fossero destinati o potessero essere concretamente usati per fini illeciti. Una storia che evidenzia la complessità e talvolta l’assurdità di certi iter giudiziari.

Fonte: Lanuovasardegna

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Written by ViviSassari

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