Una svolta significativa ha caratterizzato il processo in corso al Tribunale di Sassari, che vede imputati Tonino Becciu, fratello del Cardinale Angelo Becciu, il Vescovo di Ozieri Corrado Melis e altre sette persone. Al centro dell’inchiesta, il presunto utilizzo improprio di oltre due milioni di euro provenienti dall’8xmille e da fondi vaticani destinati alla Diocesi di Ozieri, con accuse che spaziano dal peculato al riciclaggio.
Questa mattina, il collegio giudicante, presieduto da Giancosimo Mura, ha accolto la richiesta della difesa, disponendo la restituzione di numerosi documenti della Chiesa. Tra questi, atti provenienti da Congregazioni vaticane, dalla Segreteria di Stato e persino uno scritto attribuito al Cardinale Parolin. La decisione si fonda sugli articoli 7 e 19 della Costituzione Italiana e sul Trattato Lateranense, in particolare sull’articolo 11 che garantisce l’esenzione degli enti centrali della Chiesa cattolica da ingerenze statali.
Gli avvocati Ivano Iai e Antonello Patanè hanno ribadito che il processo sarebbe “viziato da indebite interferenze” nell’ordinamento ecclesiastico. L’udienza ha visto anche l’audizione di dieci testimoni dell’accusa, tra cui il consulente tecnico Giacomo Festa e l’ex panettiere Salvatore Marini, il quale ha riferito di contatti con Papa Francesco. Un passo cruciale che ridefinisce i confini giurisdizionali nel complesso intreccio tra giustizia civile e canonica.
Fonte: Sassaritoday


GIPHY App Key not set. Please check settings