Nella tranquilla via Antonio Cicu di Sassari si registrano urla e scontri che turbano la quiete del quartiere. I residenti segnalano scene poco edificanti che si svolgono all’interno di una scuola materna chiusa da anni, trasformata in un luogo di illegalità e pericolo. Pare che diversi individui abbiano occupato l’edificio nonostante i tentativi di tenere fuori gli intrusi con lucchetti.
Le testimonianze parlano di frequenti risse tra gli abitanti dell’ex istituto, che si affrontano utilizzando mazze, bastoni e persino cocci di vetro delle bottiglie. Le strade risuonano di urla e di pianti, segno di uno stato di tensione costante. Il degrado del luogo è lampante, con i rifiuti che ostruiscono l’entrata della scuola e si dispersi lungo i dintorni.
Non mancano segnalazioni di atti vandalici come il saccheggio dei cassonetti della spazzatura per recuperare beni utili. Inoltre, i residenti denunciano furti frequenti di biancheria stesa, dimostrando una situazione di degrado e insicurezza che si protrae da troppo tempo senza interventi significativi da parte delle autorità competenti. La domanda che sorge spontanea è: perché nessuno interviene per porre fine a questa situazione allarmante?
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