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Povertà e Disagio: L’Allarme Caritas Risuona a Sassari

Oltre 128.000 famiglie sarde in povertà relativa, con rischio depressione triplicato secondo il report.

L’Università di Sassari ha ospitato la presentazione del XX Report Caritas su povertà ed esclusione sociale in Sardegna, svelando un quadro allarmante. Ben 128.000 famiglie sarde, pari al 17,3% del totale, vivono in una condizione di povertà relativa, riuscendo a malapena a soddisfare i bisogni primari. Questo dato è significativamente superiore alla media nazionale del 10%, evidenziando una vulnerabilità endemica nell’isola, con ripercussioni evidenti anche nella provincia di Sassari.

Raffaele Callia, responsabile del Servizio studi e ricerche della Caritas Regionale, ha sottolineato come la povertà si sia “cristallizzata”, un fenomeno che persiste nonostante un apparente miglioramento del mercato del lavoro. All’origine di questa stagnazione vi sono due fattori principali: l’inflazione galoppante e il dilagante “lavoro povero”, caratterizzato da stipendi insufficienti e contratti precari. Le richieste ai servizi diocesani riflettono questa realtà: dal reddito insufficiente alla difficoltà di trovare impiego, fino al bisogno urgente di beni materiali e sostegno per affitto, bollette e farmaci.

Il report lancia un allarme particolare sulla correlazione tra povertà e salute mentale. I pazienti in cura per disturbi depressivi sono triplicati tra il 2022 e il 2023, evidenziando un circolo vizioso: la precarietà economica ostacola l’accesso a cure adeguate, mentre il disagio psichico può a sua volta aggravare situazioni finanziarie già fragili.

Fonte originale e approfondimento: Lanuovasardegna

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Written by ViviSassari

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