Un intervento di routine per la sicurezza marittima a Porto Torres ha preso una piega inaspettata, rivelando un insidioso pericolo sottomarino. La Capitaneria di Porto di Porto Torres, supportata dal nucleo sommozzatori e dalla componente nautica dei Vigili del Fuoco, è intervenuta prontamente. L’obiettivo iniziale era recuperare una grossa cima in nylon alla deriva, che rappresentava un rischio concreto per le imbarcazioni, potendo impigliarsi nelle eliche o negli apparati propulsivi.
Durante le meticolose verifiche subacquee, la sorpresa: la cima era collegata a una “rete fantasma”, un’attrezzatura da pesca abbandonata e saldamente ancorata al fondale con una pesante ancora e una lunga catena. Questo tipo di rete è una delle minacce più gravi per l’ecosistema marino della Sardegna, poiché continua a intrappolare pesci, crostacei e altre specie, trasformandosi in una trappola mortale permanente. Inoltre, i suoi materiali sintetici rilasciano microplastiche, aggravando l’inquinamento del nostro prezioso mare.
L’area interessata, vicina al litorale cittadino di Porto Torres, è stata immediatamente messa in sicurezza per scongiurare ulteriori pericoli. Le operazioni di recupero completo e la bonifica approfondita del fondale marino verranno pianificate ed eseguite nelle prossime settimane, un passo fondamentale per la salvaguardia dell’ambiente e della navigazione nel Golfo dell’Asinara. Un monito sull’importanza della sostenibilità e del rispetto per i nostri fondali.
Fonte: Sassarinotizie
