L’introduzione del “porta a porta” per la raccolta differenziata nei popolosi quartieri di Prunizzedda e Monte Rosello alto sta generando un’ondata di interrogativi tra i residenti di Sassari. A poco più di un mese dall’avvio, la principale preoccupazione riguarda i grandi condomini, spesso con oltre dieci unità abitative: dove posizionare i mastelli comuni e chi ne curerà la movimentazione quotidiana? Il nodo cruciale emerge soprattutto negli edifici più datati, molti dei quali con 40-60 anni di storia, che non dispongono di aree comuni idonee al conferimento, né interne né esterne.
Questa carenza strutturale mette in difficoltà l’applicazione delle linee guida comunali, concepite per contesti abitativi più moderni. La sfida è cruciale per Sassari, che si posiziona come fanalino di coda nella raccolta differenziata regionale, con ripercussioni significative sui costi della TARI, tra le più alte dell’Isola. L’amministrazione locale è chiamata non solo ad accompagnare i cittadini in questa delicata fase di transizione con informazioni chiare, ma soprattutto a individuare soluzioni alternative e pratiche per i condomini meno attrezzati, evitando di gravare eccessivamente sui singoli. Una vera e propria corsa contro il tempo per garantire il successo di questa iniziativa, fondamentale per il futuro ambientale della città e per il raggiungimento degli obiettivi del 2026.
Fonte originale e approfondimento: Sassaritoday



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