Mentre i parcheggi di Platamona diventano a pagamento dal 1° maggio e gli affitti brevi per i vacanzieri raggiungono cifre record già in primavera, il litorale sassarese si scontra con un’amara realtà: i servizi essenziali aprono con colpevole ritardo, gettando un’ombra sulle prospettive turistiche.
Il caso più emblematico è quello della guardia medica turistica, un presidio fondamentale per i residenti temporanei e i visitatori. In una costa che si estende per chilometri, avere un punto di riferimento medico a pochi minuti dalle spiagge evita disagi e lunghe trasferte verso Sassari, Sorso o Porto Torres. Eppure, proprio come lo scorso anno, quando aprì solo il 30 giugno, anche quest’estate la struttura risulta ancora chiusa ai primi di giugno.
Questa situazione evidenzia una preoccupante mancanza di coordinamento e una strategia turistica debole tra le diverse amministrazioni. Platamona non è solo mare e sabbia; è una località che necessita di infrastrutture e servizi adeguati per accogliere i flussi turistici. L’abbandono, il poco decoro e la carenza di servizi di base stanno erodendo non solo l’attrattiva per i turisti esterni, ma anche per quel prezioso turismo interno che da sempre anima le nostre coste.
È tempo che si delinei un piano concreto e sinergico per restituire a Platamona la dignità e la funzionalità che merita, garantendo ai visitatori un’esperienza completa e sicura, non solo parcheggi a pagamento.
Fonte: Sassaritoday


