Momenti di profonda angoscia e un drammatico intervento hanno scosso il centro di Alghero la sera dell’1 giugno. Le urla disperate di una donna, provenienti da un appartamento, hanno squarciato il silenzio, spingendo i vicini a comporre il 112. Un tempestivo allarme che ha consentito ai Carabinieri di intervenire con prontezza, sventando una possibile tragedia e liberando una 45enne tenuta segregata.
Secondo le gravi accuse, la donna sarebbe stata reclusa in casa e sottoposta a umiliazioni indicibili dal marito, spinto da motivi di gelosia. Tra gli atti più sconvolgenti contestati, la rasatura forzata dei capelli, un gesto simbolico di estrema sottomissione e maltrattamento. I militari, una volta entrati nell’abitazione, si sono trovati di fronte a una scena che ha confermato il quadro di forte criticità, con la vittima in evidente stato di sofferenza.
L’uomo è stato immediatamente arrestato e trasferito nel carcere di Bancali, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Comparirà domani davanti al giudice per l’udienza di convalida, assistito dall’avvocato Danilo Mattana. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore di Sassari Gianni Caria, ipotizza i reati di maltrattamenti in famiglia e tortura. La donna, soccorsa e accompagnata al pronto soccorso, pur non avendo riportato gravi lesioni fisiche, è ora oggetto di accertamenti psicologici per le profonde ferite subite. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto.
Fonte: Lanuovasardegna


