Sassari è una città che sta vivendo una serie di furti tra le tombe al cimitero monumentale in via San Paolo. La situazione è diventata così grave che persino le lapidi e le statue ornamentali in bronzo non sono al sicuro. Il dolore che provoca un gesto del genere va oltre il danno economico, come testimonia Serenella Mura, vittima di uno di questi furti.
La signora Mura ha raccontato con amarezza come abbia scoperto la scomparsa della lapide dei suoi genitori, insieme alle fotografie e ai loro nomi. Ha provato a denunciare l’accaduto alla direzione cimiteriale, ma le proteste di tante altre persone prima di lei hanno dimostrato che non c’è un sistema efficace di controllo degli accessi al cimitero.
L’assenza di telecamere all’ingresso e la mancanza di servizi di guardiania hanno reso il cimitero un luogo vulnerabile agli attacchi dei vandali e dei ladri. Anche il crocifisso posizionato sopra una tomba è stato oggetto di un tentativo di furto, mentre una lapide di marmo è stata ritrovata rotta pochi giorni dopo essere stata rubata.
Il danno economico derivante da questi furti è evidente, come sottolinea la signora Mura che dovrà spendere 670 euro per mettere una nuova lapide per i suoi genitori. Le autorità dovranno trovare una soluzione per proteggere il cimitero monumentale e prevenire ulteriori furti e atti vandalici. La videosorveglianza potrebbe essere un primo passo per garantire la sicurezza di questo luogo così importante per la comunità.
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