Nuovi, sconvolgenti dettagli emergono dal processo per l’omicidio di Mario Sedda, il 39enne di Porto Torres assassinato la notte tra il 29 e il 30 marzo 2021. La vittima, come rivelato dal medico legale Francesco Serra al Tribunale per i Minorenni di Sassari, è morta soffocata dal suo stesso sangue, a causa di una grave emorragia interna.
Una fine atroce e prolungata, con un’agonia stimata tra i 15 e i 45 minuti. Il sangue ha ostruito le vie respiratorie, raggiungendo i polmoni. Il corpo di Sedda presentava numerose ferite da arma da taglio e, crucialmente, colpi inferti con un masso al viso, causa primaria delle fratture e dell’emorragia fatale. Frammenti di lama in ceramica sono stati rinvenuti nel volto.
L’unico imputato, Emanuele Sircana – all’epoca dei fatti minorenne – ha rilasciato dichiarazioni spontanee. Ha ammesso di essere stato sul luogo del delitto con Sedda e Salvatore Carboni (posizione archiviata), dichiarando di aver tentato di fermare una lite, disarmando Carboni e fuggendo quando Sedda era ancora vivo.
L’udienza è stata aggiornata all’11 giugno per l’esame dell’imputato e la conclusione delle testimonianze. La comunità di Porto Torres e l’intera provincia di Sassari attende risposte definitive su questo drammatico episodio di cronaca.
Fonte: Sassaritoday


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