L’assoluzione dei sette dipendenti dell’Ateneo di Sassari dall’accusa di “spiare” i dati relativi alla carriera universitaria dell’ex presidente della Regione Christian Solinas è stata confermata nelle motivazioni della sentenza depositate dal giudice Antonello Spanu. Il verdetto ha smontato l’impianto accusatorio, dimostrando che gli accessi al sistema informatico non sono stati la causa della fuga di notizie, ma una conseguenza. La tesi secondo cui uno dei dipendenti fosse la “talpa” che aveva fornito le informazioni ai giornalisti è rimasta un mero sospetto, senza prove concrete a sostegno.
Per sei dei sette imputati, l’assoluzione è arrivata con la formula “il fatto non sussiste”. Il giudice ha ritenuto credibili le spiegazioni dei dipendenti, che avevano agito spinti da un legittimo scrupolo professionale per verificare la correttezza delle procedure interne. Per Michele Meloni, il neoassunto al momento dei fatti, l’assoluzione è stata determinata dal fatto che agì in buona fede, senza la consapevolezza di commettere un illecito.
Il giudice Spanu ha sottolineato che al momento degli accadimenti non esistevano regolamenti che disciplinassero l’accesso e la permanenza nell’archivio informatico dell’Ateneo, con linee guida adottate solo successivamente agli avvenimenti. La sentenza ha quindi chiarito che l’azione dei dipendenti era riconducibile all’interesse dell’amministrazione, non configurando uno “sviamento di potere” per fini privati.
In conclusione, la sentenza ha confermato l’assoluzione piena per tutti i dipendenti coinvolti nel caso, facendo luce sulla vicenda nata da un’azione legittima per tutelare l’immagine dell’Università di Sassari.
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