Le speranze di ritrovare vivi Antonio Morlè (53 anni) ed Enrico Piras (63), i due pescatori di Tortolì dispersi dopo il naufragio del peschereccio “Luigino”, sono appese alle condizioni meteo. A quasi un giorno dall’affondamento, avvenuto ieri mattina al largo di Santa Maria Navarrese, le ricerche sono state sospese a causa del maltempo imperversante.
L’elicottero della Guardia Costiera ha riscontrato immense difficoltà a operare sottocosta per i forti venti di caduta che generano pericolose trombe d’aria, mentre il mare agitato rende impossibile l’individuazione di qualsiasi elemento utile. Le operazioni riprenderanno non appena le condizioni lo permetteranno, con la possibilità di impiegare il quarto nucleo sub della Guardia Costiera di Cagliari. Sabato, con un previsto miglioramento, si valuta l’uso di un ROV, un veicolo sottomarino, per ispezionare il relitto.
Il “Luigino” è colato a picco mercoledì 11 febbraio 2026, inghiottito da due onde gigantesche in un mare in burrasca, con venti di Maestrale fino a 60 km/h. Allertata dal sistema satellitare Cospas-Sarsat, la sala operativa di Arbatax ha attivato subito i soccorsi. Un terzo membro dell’equipaggio è stato tratto in salvo dal motopesca Zeus. Intanto, l’Ufficio marittimo e la Procura di Lanusei hanno avviato le indagini per chiarire le cause della tragedia.
Fonte: Sassaritoday



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