Una svolta cruciale potrebbe delinearsi nel processo per la tragica morte di Gianuario Derudas, avvenuta nell’ecocentro di Sassari nel 2021. Il giudice Paolo Bulla ha recentemente disposto una perizia tecnica approfondita sul carrello elevatore che, stando all’accusa, avrebbe schiacciato l’operatore mentre era alla guida.
L’esame peritale, atteso con grande interesse, avrà il compito di accertare l’idoneità e le condizioni del mezzo coinvolto nell’incidente. Questo sviluppo giunge in un momento chiave del dibattimento, che vede imputati per omicidio colposo Enrico Besta e Stefano Soro, dirigenti di Ambiente Italia.
Nelle scorse settimane, la pubblica ministero Erica Angioni aveva richiesto una condanna a un anno e quattro mesi per entrambi, evidenziando presunte responsabilità legate sia al mancato controllo sull’uso delle cinture di sicurezza da parte del personale, sia alla pendenza del percorso affrontato da Derudas, ritenuta superiore ai limiti previsti dal manuale tecnico del muletto.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Massimo Pellicciotto, ha da sempre contestato fermamente l’impianto accusatorio. Nonostante l’acquisizione di un video della tragedia, un punto cruciale rimane irrisolto: l’effettivo utilizzo della cintura di sicurezza da parte della vittima al momento dell’evento. Sarà la nuova perizia a fornire, con ogni probabilità, elementi decisivi per fare luce definitiva sulle cause di questa drammatica vicenda che ha scosso la comunità sassarese.
Fonte originale e approfondimento: Unionesarda



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