Un’escalation di violenza sconvolge le campagne di Mores, in provincia di Sassari, dove una semplice richiesta di regolarizzazione contrattuale e pagamenti arretrati ha sfociato in un’aggressione armata. Protagonisti della drammatica vicenda, culminata con un’udienza in tribunale a Sassari, sono un bracciante agricolo nigeriano, Ben Bright, e il suo datore di lavoro, Dionigi Baragliu, titolare di un’azienda agropastorale.
Secondo la ricostruzione, il datore avrebbe risposto alla legittima sollecitazione del dipendente invitandolo a salire in auto. Durante il tragitto in una zona isolata, l’incontro si è trasformato in incubo: Baragliu avrebbe estratto una pistola e un coltello, minacciando Bright e sottraendogli documenti e telefono. In un disperato tentativo di difesa all’interno dell’abitacolo, il lavoratore è riuscito a mordere la mano dell’aggressore con tale forza da provocarne la quasi amputazione di un dito, liberandosi e fuggendo verso la stazione di Chilivani, dove ha allertato i Carabinieri.
Il caso è approdato in tribunale a Sassari, dove entrambi si sono denunciati a vicenda. Il PM Maria Paola Asara ha richiesto una condanna a 7 anni e mezzo per il datore, accusato di rapina aggravata, lesioni e porto abusivo d’arma, e l’assoluzione per il dipendente, riconoscendo la legittima difesa. La sentenza è attesa per il 13 maggio.
Fonte: Lanuovasardegna



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