Una vasta operazione della Guardia Costiera ha messo sotto la lente d’ingrandimento la filiera ittica del Nord Sardegna, culminando nel sequestro di quasi 30 tonnellate di pesce e prodotti ittici. Il blitz, condotto dal 15° Centro Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Olbia, ha interessato due grandi centri di distribuzione di surgelati nelle zone industriali di Predda Niedda a Sassari e Prato Sardo a Nuoro.
L’indagine, partita da un’accurata analisi documentale del pescato, ha rivelato la presenza di aziende sarde non censite. La scoperta più rilevante è avvenuta a Sassari: ben 26 tonnellate di merce sequestrata. Di queste, circa 10 tonnellate, tra cui tonno a pinna gialla e muggini, erano prive di tracciabilità. Le restanti 16,6 tonnellate sono risultate scadute, rappresentando un grave rischio per la salute pubblica e violando le normative sulla sicurezza alimentare.
Situazione analoga a Nuoro, dove i controlli hanno portato al sequestro di ulteriori 2.400 kg di pesce scaduto. Oltre alle sanzioni amministrative, che superano i 5.000 euro complessivi, sono in corso accertamenti con la ASL per verificare violazioni sulle procedure di autocontrollo sanitario. L’operazione ribadisce l’importanza dei controlli per garantire la trasparenza e la sicurezza alimentare per i consumatori sardi.
Fonte: Lanuovasardegna



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