La Procura della Repubblica di Sassari ha chiuso le indagini preliminari su una vasta rete criminale accusata di aver seminato il panico nell’isola con una serie impressionante di furti, rapine e spaccate. Al centro dell’inchiesta, che copre il periodo tra ottobre 2024 e gennaio 2025, ci sono tre nomi: Dragan Hadzovic, Stefano Sejdovic e Robyn Adzovic, tutti assistiti dagli avvocati Danilo Mattana e Anna Maria Busia.
Le accuse spaziano dal furto alla ricettazione e danneggiamento. I tre indagati, e in alcuni casi un quarto complice ignoto, avrebbero colpito decine di obiettivi, prediligendo supermercati, negozi e banche in diverse località. Dalle auto rubate usate come arieti per sfondare vetrine e porte, ai colpi con mazze e picconi, il modus operandi era spesso violento e mirato alle casseforti.
Tra gli episodi più eclatanti, la Procura contesta il furto di 60mila euro dal negozio Apple di Sassari e i 600 euro dal supermercato “Tutti i Giorni” sempre in città. Si aggiungono i 70mila euro in monili dalla gioielleria Canu di Ploaghe e il furto di quasi 15mila euro dal Conad di Olbia. Tentativi di furto si sono registrati anche a Porto Torres, Alghero, Trinità d’Agultu e in altre cittadine del nord Sardegna, così come nel sud dell’isola, a Iglesias e Sestu, evidenziando la vasta portata delle operazioni criminali attribuite al gruppo.
Fonte: Lanuovasardegna


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