Un mazzo di fiori e una foto, deposti in silenzio dagli ospiti del centro di accoglienza di Marritza, segnano il punto esatto sulla Strada Statale 200 dove, nella notte del 20 gennaio, la vita di Oussama Mhjoub, 23enne di origini tunisine, è stata tragicamente spezzata. Il giovane è stato investito e ucciso da un’auto mentre, dopo essere sceso dall’autobus, cercava di raggiungere la sua dimora nel buio più totale, illuminato solo dalla flebile luce del suo telefono.
Una scena che riaccende la rabbia e la frustrazione di residenti e gestori delle strutture di accoglienza e recupero presenti lungo questo tratto della SS 200, nella provincia di Sassari. Da anni, infatti, le loro richieste di maggiore sicurezza stradale, come la creazione di marciapiedi, illuminazione pubblica e piazzole sicure per le fermate dei bus, sono rimaste inascoltate. Oussama è l’ennesima vittima di un’infrastruttura carente, una tragedia ‘annunciata’ che avrebbe potuto e dovuto essere evitata.
Il conducente dell’auto coinvolta, arrestato e poi rilasciato, è indagato per omissione di soccorso e omicidio stradale. Ma la comunità locale alza la voce, chiedendo che la morte di Oussama non sia vana, ma catalizzatore per interventi urgenti e concreti che garantiscano la sicurezza di chi ogni giorno si trova a percorrere a piedi un tratto di strada diventato, purtroppo, mortale.
Fonte: Sassaritoday



GIPHY App Key not set. Please check settings