Il tribunale ha emesso una sentenza di sei anni e otto mesi nei confronti di una trentenne di Osilo accusata di aver abbandonato il suo figlio appena nato sotto un’auto nel centro del paese nel 2023. La Procura aveva inizialmente contestato il reato di abbandono di minore, che è stato successivamente riqualificato in tentato omicidio. Il tribunale del Riesame ha ribadito che l’azione della donna non era solo quella di abbandonare il bambino, ma di esporlo deliberatamente a pericoli mortali. Tuttavia, non è stato ritenuto un pericolo di recidiva e la donna è stata rilasciata in attesa di appello.
La trentenne ha sostenuto di essere stata sopraffatta dalla gravidanza, che aveva cercato di nascondere persino a se stessa. Ha raccontato al giudice di non aver avuto sintomi evidenti prima del parto improvviso e ha espresso rimpianto per l’accaduto. Il suo avvocato difensore ha sottolineato che se avesse voluto uccidere il bambino, avrebbe potuto farlo in modo più discreto. La donna ha dichiarato di aver cercato informazioni su un parto in anonimato, sperando che il bambino potesse avere una vita migliore di quella che lei avrebbe potuto offrirgli.
Il caso ha suscitato emozioni contrastanti e riflessioni sulla maternità, sull’accettazione di una gravidanza non pianificata e sulle difficoltà affrontate da alcune donne in queste situazioni. La sentenza è stata accolta con varie reazioni, ma resta il dolore per una vita che avrebbe potuto essere diversa se solo le circostanze fossero state diverse.
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